Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sembra non mollare l’osso ed insiste: ” La Groelandia è nostra e la vogliamo. Dobbiamo prenderla Ci serve”
Toni accesi decisi che dimostrano ancora una volta, l’arroganza di uomo che vuole incidere sempre di più nel mondo con la sua nuova e pericolosa politica non solo colonialistica, ma anche militare con la possibilità di conquistare posizioni strategiche per l’installazione di missil nel paese a poca distanza da territorio russo.
La dichiarazione ha suscitato polemiche e critiche in alcuni paesi europei tra cui la Francia in primis e naturalmente tra i danesi che detengono l’isola più grande del mondo, che non è composta soltanto di blocchi giganteschi di ghiaccio, i cosidetti “iceberg” ma anche materie prime tra cui petrolio, piombo, oro, zinco, neodimio impiegato nelle tecnologie digitali, la costruzione di auto elettriche turbine eoliche molto utili in un’ era in cui avanza la transizione energetica globale.
Le parole di Trump sono arrivate in momento particolare e alla vigilia della visita del vice presidente JD. Vance e della moglie alla base militare statunitense U.S. Space Force che sorge a Pittufik sulla costa orientale dell’isola.
Non ci sarà invece la prevista corse dei cani, come prevedeva il programma. Nel frattempo la Groelandia non ha ancora un nuovo governo e il gruppo vicino alla politica di Trump non ha i numeri per governare il paese, che potrebbe essere invece guidato da Jeans – Frederik Nielsen, che gradirebbe l’indipendenza dalla Danimarca. Un programma questo che cambierebbe sicuramente se Trump dovesse passare ai fatti con la foza ed invadere il paese.
a cura della redazione








