Sono 36 gli appartamenti occupati abusivamente e sgomberati dalla forze dell’Ordine a Caivano, comune dell’hinterland napoletano, dove vivevano diversi nuclei familiari, alcuni dei quali legati ad alcuni clan che per anni hanno controllato il Parco Verde.
Gli appartamenti liberati fanno parte degli alloggi occupati senza autorizzazione che la Procura di Napoli Nord aveva fatto sequestrare lo scorso 8 febbraio tra cui 252 locali che erano stati posti i sigilli.
Il programma speciale per la riqualificazione del Parco Verde prevede in effetti la messa in sicurezza di 750 appartamenti su direttiva del Commissario straordinario per la riqualificazione di Caivano.
Oggi – ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – con lo sgombero degli alloggi abusivi al Parco Verde da soggetti condannati per reati di camorra, è partita la seonda fase del programma di rigenerazione e riqualificazione del territorio avviato neli ultimi 15 mesi.”
All’operazione di sgombero, come ricordato dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, hanno partecipato 500 uomini delle forze dell’ordine tra invettive ed urla di qualche donna esasperata.
Accuse sono state rivolte anche al parroco anticamorra, don Maurizio Patriciello che ha esternato, insieme al prefetto Di Bari, la sua tristezza nel vedere la polizia invadere il suo quartiere.
Negli alloggi sgomberati – ha detto il procuratore d Napoli Nord, Maria Antonietta Troncone – c’erano persone condannate a 7 anni di carcere, tra cui pusher ed esponenti della camorra che per anni hanno fatto del Parco Verde una delle maggiori piazze di spaccio di droga d’Europa.
“Si aspetta la riqualificazione del Parco Verde che prevede la ristrutturazione di tutti i 750 alloggi. Il governo – ha assicurato il prefetto Di Bari – ha già reperito milioni di euro per trasformare il Parco di Caivano.









