Incidenti sul lavoro in molte città d’Italia da Nord a Sud. Morte 4 persone

Non si fermano gli incidenti sul lavoro. In poche ore quattro morti a Sant’Antonio Abate, nel Napoletano, a Maniago, in provincia di Pordennone, a Orvieto e a Roverbella, nel Mantovano.

A perdere la vita a Sant’Antonio Abate è un operaio di 51 anni deceduto nella nottata di ieri in uno stabilimento per il trattamento dei rifiuti. L’uomo sarebbe stato bloccato con testa e braccio, in un nastro di trasportatori per i rifiuti. Inutili sono stati i soccorsi. L’area dove si è verificata la tragedia è stata sequestrata.
Le indagini sono condotte dai Carabinieri di Castellammare di Stabia, in collaborazione con il Nucleo investigativo di Torre Annunziata.
Nicola Sicignano, questo è il nome della persona deceduta, lavorava alla società SB Ecology srl. L’uomo sposato, abitava a Greagnano ed  aveva due figli; un maschio di 15 anni e una ragazza da poco maggiorenne. Sul corpo dell’uomo sarà eseguita l’autopsia.

 

L’altra tragedia è avvenuta in provincia di Pordennone, precisamente nel comune di Maniago.  A perdere la vita un giovane operaio di 22 anni, Daniel Tafa, davanti agli occhi del padre che lavora nella stessa azienda  che produce acciaio  a caldo. Fatale è risultato una scheggia che ha colpito mortalmente il giovane alla schiena.  Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta.

 

Un altro incidente si è verificato in autostrada all’altezza di Orvieto, dove un tir, guidato da un tunisinodi 34 anni, ha travolto un operaio, Umberto Rosito della provincia di Bari che risiedeva ad Orvieto durante  il lavoro in un cantiere regolare installato lungo la carreggiata.

 

A Roverbella, nei pressi di Mantova, un operaio di 70 anni, Franco Cordioli,  è invece morto per infarto sempre sul posto di lavoro in un’azienda agricola “la Marconi Vivai” dove era incaricato di guidare un trattore per lo spostamento della merce. Al momento dell’arresto cardiaco, l’uomo aveva appena iniziato la giornata di lavoro a bordo del trattore che è finito contro un muletto e nonostante che fosse pensionato, aveva deciso di aiutare i colleghi nel suo ex posto di lavoro dove ha svolto attività per 40 anni.  Cordioli lascia la moglie e due figli.

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