Si fa complessa l’inchiesta sul decesso di Antonella Di Ielsi e di sua figlia, Sara Di Vita, morte in seguito ad un avvelenamento da ricina verificatosi a Pietracatella, comune in provincia di Campobasso durante le feste di Natale del 2025. Nelle ultime ore perquisizioi sono state eseguite in due studi di Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e padre di Sara che è stato convocato in Questura per un nuovo interrogatorio.
L’uomo al momento, non è indagato. Gli inquirenti stanno controllando una lunga serie di dati da computer e disposittivi elettronici, tra cui anche le chiavette USB di Gianni Di Vita. Ci vorranno 60 giorni per analizzare i file, chat ed email elementi utili per conoscere dettagli della vita delle vittime, prima dell’avvelenamento.
I controlli saranno eseguiti anche in Germania tramite laboratori specializzati. Inoltre, si cercherà, di capire come la tossina sia stata procurata ed usata per avvelenare le due donne.
L’inchiesta si concentra soprattutto su 131 reperti prelevati nell’abitazione, tra cui alcune borracce con acqua e residui solidi e una boccetta con sostanza granulare, trovata nella dispensa.
Il fascicolo dell’inchiesta, aperto dalla Procura di Larino, andrà avanti per duplice omicidio premeditato contro ignoti. Nel frattempo gli interrogatori di parenti ed amici delle vittime continuano. Non si scarta inoltre nessuna pista, come quella della contaminazione accidentale dovuta alla manipolazione dei semi di ricino.
a cura della redazione








