C’è agitazione tra i moltissimi dipendenti di Amazon, la multinazionale statunitense dell’e – commerce o commercio elettronico servizi Web con sede principale a Seattle, nello stato di Washington, e che dispone di catene di aziende disloccate in altre città europee e americane tra cui Costa Rica e Canada. Forte è il rischio di licenziamenti. Ben 16mila sono le persone che, da un momento all’altro, si potrebbero trovare senza un posto di lavoro, dopo riduzione del personale deciso durante il Covid.
L’azienda punta a mettere in pratica i tagli, con la politica del rispamio, grazie soprattutto al supporto dell’intelligenza artificiale nello sviluppo e la gestione delle strutture. Ad essere penalizzati saranno ingegneri e dipendenti e non lavoratori manuali ed impiegati che non entrebbero nella restrizione decisa dalla multinazionale americana.
L’ondata dei licenziamenti segue quelli che l’azienda aveva attuato nel 2022 e 2023 e quelli dello scorso ottobre dove 14 mila lavoratori restarono senza lavoro. La decisione – a detta dei vertici dell’azienda – mira essenzialmente a semplificare le operazioni e ridurre la burocrazia. Non è escluso, fanno sapere i leader di Amazon, che alcuni dipendenti possano essere trasferiti in altre manzioni sempre all’interno dell’azienda in un lasso di tempo di 90 giorni. A coloro che non riusciranno a risistemarsi, l’azienda è disponibile ad offrire un servizio di supporto vari e benefici sanitari.
a cura della redazione









