servizio da Napoli di Luigi Rubino

Trump ha ordinato l’attacco per cielo e per terra al Venezuela. Obiettivo del governo americano impossessarsi delle fonti di petrolio del paese sudamericano, con il pretesto di combattere le bande di trafficanti di droga e far fuori il presidente Maduro eletto democraticamente ed arrestato dall’esercito americano, insieme alla moglie.
Immediatamente si è scatenata la protesta. Manifestazioni si sono tenute in molte città d’ Italia, tra cui Milano, Roma e Napoli. ll silenzio dell’occidente è complice dell’infamità, della sete del potere insaziabile come quelle del presidente dichiarato “fascista” perchè elide i diritti di tutti e la democrazia degli altri al di là delle correnti politiche. No all’intervento militare USA in Venezuela è il chiaro messaggio di cittadini, associazioni, gruppi politici e democratici.
A Napoli una corteo di solidarietà, composto da poco più di 200 persone partito dalla sede del Consolato del Venezuela di via Depretis con slogan e bandiere rosse ed associazioni, ha marciato composto fino alla Prefettura, chiedendo la libertà del presidente Maduro e quella del popolo bolivariano. Molti i cori e gli slogan gridati contro Trump, gli USA e la Meloni, complice quest’ultima di guerre che non dovrebbero esistere e che sono un pericolo costante per l’intero mondo. “L’attacco USA e’un crimine internazionale” recita un cartellone innalzato da un manifestante.
“Trump attacca la Repubblica bolivariana perchè e un processo orientato verso il socialismo, e che galeggia su un mare di petrolio, con le più grandi riserve accertate al mondo di oltre 300 miliardi di barile. Tutto questo – ha continuato ai nostri microfoni – Giamarco Pisa del Partito Comunista di Unità Popolare che fa parte delle Rete di Solidarietà che ha aderito alla protesta – fa gola agli Stati Uniti che, in sfregio e in violazione di qualsiasi norma di giustizia, dei diritti e legalità internazionale, hanno lanciato una guerra e un’aggressione armata con bombardamenti contro il territorio e il popolo bolivariano.
In tutta Italia per questo sono state convocate tutte le reti di solidarietà cioè organizzazioni sociali e politiche, culturali e sindacali, e tutte le soggettività democratiche che sono in piazza e che continueranno a farlo. ” Non è la prima protesta continueremo a mobilitarci a difesa del popolo bolivariano.” ha precisato Pisa. La protesta andrà avanti e si sposterà lunedì pomeriggio, 5 gennaio alle 15,30 davanti alla sede del Consolato Americano in Piazza della Repubblica.









