Venti cittadini nigeriani tra i 25 e 57 anni sono finiti in manette nell’ambito dell’operazione “Marshall” eseguita dai Carabinieri di Vicenza. L’ ordinanza di fermo è stata eseguita dai Carabinieri della città veneta, su delega della Procura di Venezia. Il gruppo è indiziato di appartenere ad un gruppo criminale dedito al traffico transnazionale di droga, tra cui cocaina, stupefacenti ed eroina con base operativa nel capoluogo berico.
L’organizzazione era ben strutturata, tanto da riuscire a far arrivare la droga non solo nelle maggiori piazze di spaccio del capoluogo e della provincia, ma anche in tutta la regione Veneto e zone confinanti della Lombardia. La merce proveniva dai Paesi Bassi.
L’invio dello stupefacente in Italia era affidatoa invece al capo del sodalizio criminale. La droga arrivava in Italia dall’Olanda tramite corrieri ovulatori, chiamati “body packer” che ingoiavano gli ovuli di droga per superare la Francia e poi raggiungere in treno la frontiera di Ventimiglia. Tutto avveniva puntualmente ogni settimana.
Ad ogni corriere veniva affidato un chilogrammo di sostanze stupefacenti, cocaina o deroina, suddiviso in ovuli termo saldati del peso di circa 11 grammi cadauno, contrassegnato con la sigla identificativa dell’acquirente, contrassegnata da un pennarello che era vitale per rcostruire la rete locale di distribuzione.
Il fornitore base della droga era disloccato nei Paesi Bassi, mentre un altro componente del gruppo era in Italia per occuparsi della rete di corrieri, confezionamento e vendita al dettaglio.
Nell’aprile del 2025, le indagine hanno portato all’arresto di una donna di 34 anni alla stazione ferroviaria di Padova con 1,1 chilogrammi di cocaina nascosti nel reggiseno, suddivisi in 110 ovuli dopo aver viaggiato dall’Italia in Francia.
Nell’anno precedente in un appartamento a Camponogara, piccolo centro vicino Venezia, i carabinieri sequestrarono 46 ovuli di cocaina, circa 500 grammi che erano stati gettati nello scarico per sfuffire al controllo dei militari e fermare un 35enne corriere, che aveva con sè 20 ovuli di cocaina, di cui 2 nascosti nel borsello e ben 18 ingeriti, espulsi poi in un un ospedale.
Nel corso delle operazioni, gli indagati usavano un linguaggio criptico. Con il termine “TOP” sin indicava la cocana, con quello “SPA” l’eroina e con il termine “Pantaloncino” le dosi da cinque grammi, mentre il denaro contante era definito come “fogi di caramelle”. Grandissimo, risulta dai quaderni contabili manoscritti l’incasso giornaliero tramite anche bonifici internazionali verso conti correnti nigeriani per cifre altissime.
Disposto dal G.I.P. del Triunale di Venezia la custodia cautelare in carcere per tutti i venti indagati per evitare pericolosità e un concreto rischio di fuga.
a cura della redazione









