
Allarme Ilva.La protesta è partita oggi dallo stazione di Genova – Cornigliano, dove i lavoratori hanno occupato lo stabilimento per protestare contro la chiusura degli impianti del Nord e dopo il fallimento della trattativa con il Governo a Palazzo Chigi che prevede l’aumento della Cassa integrazione straordinaria fino a 6 mila unità da gennaio 2026, una diminuzione di ben 1500 operai rispetto alle cifre attuali.
A rischio mille posti di lavoro. Dal 1 marzo inoltre chiuderà non solo l’impianto di Genova, ma anche quello di Novi Ligure, in cui si lavora l’acciaio prodotto nella sede principale di Taranto.Tutto porterà ad una riduzione notevole dell’acciaio con la spada di Damocle che ricadrà soprattutto su tante famiglie che rischiano così di trovarsi in serie difficoltà economiche.
I lavoratori non smetterranno la loro protesta fino a quando non verrà evitato il rischio di chiusure delle fabbriche. Strade in tilt. Bloccata parte dell’ autostrada A 10 nei pressi dei caselli Aeroprto e Prà. Solidarietà è arrivata dalle istituzioni locali. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci ha detto: Vogliamo che qui si continui a produrre, perchè la latta che si fa da noi è di grande qualità. E’ inutile andarla a comprare quando c’è qualcuno che riesce a farla.Tutto la città e la regione, ha detto Bucci- sini molto vicini ai lavoratori. A sostegno dei manifestanti, che si battono per una giusta causa, anche la sindaca di Genova, Silvia Salis
I manifestanti non lasceranno il luogo di lavoro. Sul posto verranno infatti allestite tende e punti di ristoro di emergenza per continuare la lotta per i giusti diritti. I sindacati protestano: ” Gli impianti dicono non possono fermarsi”
L’azienda e i Commissari straordinari di Acciaieria d’Italia, intanto, hanno risposto che non ci sarà nessun aumento della cassa integrazione.Per 1550 lavoratori inoltre è in programma la formazione e riqualificazione che prevede almeno 60 giorni di attività per ciascun dipendente per 93 mila ore di apprendimento che abbraccerà l’intero comparto aziendale.
a cura della redazione









