Basta repressione per chi si mobilità, Contro guerra e Genocidio, siete voi i veri criminali è il messaggio che attivisti del centro Sociale Mezzocannone, movimenti studenteschi, associazion territoriali, hanno lanciato durante il flash mob che si è tenuto in piazza San Domenico Maggiore a Napoli. e che fa seguito anche alle 9 indagini per mobilitazioni messe in atto, in base ad una nuova legge sull’ ordine pubblico approvata recentemente dal governo, nei confronti di coloro che protestano pacificamente a difesa anche della libertà e della democrazia del nostro Paese, che a questo punto, sembra in pericolo.
“Da tempo denunciamo le tendenze autoritarie che si stanno consumando nel nostro Paese. Ne sono una prova le aperture delle indagini partite da martedì e l’irrespirabile clima da Stato di Polizia favorito dal governo Meloni. A parlare è Davide Dioguardi della Rete A Pieno regine di Napol: “Cos’è successo a Napoli il 15 ed il 16 maggio scorso? Una cosa molto semplice. Ci hanno vietato di manifestare pacificamente, perchè la squadra partecipante al giro d’Italia e i lord della guerra dell’Alleanza Atlantica non dovevano essere disturbati.
Vogliamo stare dalla parte giusta della storia: contro la guerra ed il genocidio del popolo palestinese – ha aggiunto Marta Di Giacomo, del Laboratorio Insurgencia.
Gli attivisti del centro sociale hanno “rinominato” in piazza San Domenico Maggiore i volti di Donald Trump, del ministro Antonio Tajani ed altre importanti figure istutuzionali.
“Guerrafondai, imperialisti” sono le grida che si sono elevate nel corso del sit- in, prima di dare vita ad un momento di contestazione con striscioni e vernice sotto la sede di Fratelli d’Italia al Corso Umberto.
“Un segnale chiaro per ribadire che non ci arrenderemo nè dinanzi alle provocazioni della Questura ne tantomeno dinanzi al clima da Ungheria di Orban che l’esecutivo vuole imporre a tutto il Paese – chiosano gli attivisti in una nota diffusa, nonostante l’intercettazione al Rettifilo da parte delle forze dell’Ordine.
“Evidentemente chiudono in Italia. In questo Paese il messaggio dei governanti è chiaro. Non è più possibile manifestare democraticamente, contestare coloro che penalizzano i più fragili ed indifesi, cioè il partito di governo. E noi Per questo non ci fermeremo.”
a cura della redazione








