Sono passati ben quarant’anni, ma una strage come quella del “Rapido 904″ avvenuta il 23 dicembre 1984” a poche ore dal Natale e che causò la morte di 16 passeggeri e 267 feriti, non si può dimenticare. Tra le vittime anche tre bambini.
L’picentro dello scoppio la carrozza nove, nel momento in cui il treno attraversava i 18 chilomteri della galleria Direttissima, in zona Val Di Sangro (Bo).
Un anno dopo, dalle indagini condotte la Magistratura condannò i camorristi del clan Misso, boss allora della Camorra napoletana e Pippo Calò, mandante della strage per conto di “Cosa “nostra”.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel ricordare la strage ha detto: ” Fu una strage spaventosa, di terroristica mafiosa, come avrebbe accertato la magistratura. Sedici vittime. quasi 300 feriti. Ancora una volta – ha precisato il Capo dello Stato – il tentativo era attentare alla pacifica convivenza del Paese. Le Istituzioni seppero respingere il ricatto e difendere la democrazia grazie alla civile reazione e all’amore per la libertà degli Italiani. Questo è il testimone da consegnare ai giovani.”
” Fu un atto di barbara di barbara violenza terroristica e mafiosa Fare memorie è un dovere imprescindibile, che ci guida nella ricerca della verità e nell’impegno per una società più giusta – ha aggiunto il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana.
La strage del treno è stata ricordata anche a Napoli, alla Stazione Centrale con una cerimonia di commemorazione per tutte le vittime, tra cui anche napoletani , alla presenza del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e di altre autorità cittadine e regionali








