Duro attacco attacco hacker di Israele contro Libano e Siria. Morte 18 persone. Oltre 2750 i feriti, molti dei quali in gravi condizioni, provocati da un’eplosione di “pager” piccoli strumenti di telecomunicazioni denominati “cerca persone,” senza fili in dotazione dei miliziani di Hezbollah.
Fra le vittime una bambina di dieci anni e il figlio di un deputato libanese di Hezbollah. Ferito anche l’ambasciatore iraniano in Libano, Mojtaba Amani.
L’attacco informatico, che viene però smentito dal governo israeliano, ha colpito precisamente Dahieh, roccaforte di Hezbollah, periferia a sud di Beirut, e il il sud del Libano.
“Questa è la più grande violazione dei dati intelligence nella storia dell’organizzazione ha detto il portavoce del governo libanese, ritenendo Tel Aviv responsabile del massacro.
Si cerca di capire cosa abbia precisamente scatenato questa battaglia “inaturale e suicida” Secondo quanto è visibile dai video, molti componenti dell’organizzazione avrebbero avvertito un surriscaldamento alle mani e si sono sbarazzati di questi oggetti prima che esplodessero.









