di Giuseppe Sacco

Ancora una tragedia sul lavoro, ancora una vita spezzata. E’ morto, dopo 24 ore di ricovero, l’operaio di 67 anni precipitato dal tetto di un capannone nell’area industriale di Benevento, mentre era impegnato nell’installazione di pannelli fotovoltaici.
L’uomo, originario di San Lorenzo Maggiore, era stato soccorso e trasportato in condizioni gravssime all’ospedale “San Pio” di Benevento dove però non è sopravvisuto.
Sulla dinamica dell’incidente sono in corso le indagini dei Carabinieri. Un episodio che purtroppo si inserisce in una lunga scia di morti sul lavoro e che trova eco nelle parole forti dell’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia.
Durante la S. Messa per la festa dei lavoratori, il presule ha parlato senza mezzi termini: ” Non sono incidenti, ma sacrifici umani” Parole che respingono l’idea della fatalità e puntano il dito contro un sistema in cui la sicurezza rischia di essere sacrificata.
Battaglia ha, inoltre, rifiutato l’espressione “morti bianche,” sottolineando che non c’è nulla di innocente in queste tragedie, spesso legate alla logica del profitto e alla riduzione dei costi. “Un lavoro che uccide, non è lavoro” – ha aggiunto il vescovo, definendo questi morti un fallimento della Costituzione e del Vangelo.
La tragedia di Benevento diventa così simbolo di un’emergenza nazionale. Servono pertanto più controlli, maggiore prevenzione e una cultura che metta davvero al centro la vita umana, anche perchè non si può morire di lavoro.









