I diritti civili non possono essere cancellati. Il messaggio viene lanciato dalla grande onda del Pride che in questi giorni avanza in Italia e in Europa. Cortei imponenti si sono tenuti a Milano, Bologna, Sassari, Bolzano e Salerno.
A Budapest un esercito interminabile ( circa 200 mila persone) di ogni ceto sociale, personaggi politici italiani, tra cui la segretaria del Pd Elly Schlein, il fondatore di Azione, Carlo Calenda, il responsabile esteri di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, la coordinatrice diritti M5S, Alessandra Maiorino e l’attivista Greta Thunberg, ha sfidato il divieto del primo ministro ungherese Viktor Orban che ha minacciato denunce per i partecipanti all’evento.
Non è mancata l’ironia del sindaco di Budapest Gergely Karacsony che ha risposto immediatamente al primo ministro facendo notare l’immensa partecipazione di piazza, ad un evento mondiale che mai potrà essere fermato.
Molti i cartelli contro Orban tra colori e balli, che ineggiano alla contestazione si, ma in un clima di festa e quasi carnevalesca “Non puoi vietare l’amore per legge. Non puoi cancellare l’identità delle persone, il nostro corpo. Siamo persone, abbiamo diritti. Vietare il Pride è una violenza dei diritti costituzionale” – ha detto la leader Pd, Schlein.
Nel frattempo, una manifestazione di estrema destra ha minacciato di chiudere il ponte sul quale dovrà passare il popolo festante del Pride. C’è preoccupazione, pazienza. Il corteo multicolore aspetta, si ferma e poi prosegue pacificamente verso il centro della capitale…
a cura della redazione









