Continuano da venerdi 6 giugno gli scontri a Los Angeles tra la popolazione e la polizia, contro le politiche di immigrazione decise dal presidente statunitense Donald Trump. Pesante è il bilancio. La protesta ha assunto momenti di vera guerriglia urbana tra manifestanti e i 2 mila poliziotti. Caos anche nell’altra città della California, San Francisco.
Finora il bilancio è di 150 persone arrestate. Trump per far fronte all’ondata di violenza in strada ha disposto lo schieramento della Guardia Nazionale. La polizia è intervenuta a cavallo, sparando lacrimogeni, proiettili di gomma, picchiando più volte con violenza inaudita i manifestanti che ha risposto con lanci di pietre, bottiglie e qualche molotov.
Obiettivo di Trump è creare grattacapi al governatore californiano, Gavin Newsom , esponente democratico che aspira a candidarsi come presidente degli Stati Uniti nelle prossime elezioni presidenziali, il quale ha fatto già sapere che intende fare causa al presidente americano e ai suoi metodi dittatoriali e anticostituzionali. Trump, più volte ha attaccato Newsom definendolo un imcompetente, insieme alla sindaca democratica di Los Angeles, Karen Bass.
Trump non ha escluso che possa l’Insurrection Art, una legge del 1807 che permette al presidente l’intervento dell’esercito per stroncare disordini e far rispettare le leggi Federali, quando queste non sono messe in atto dalle Autorità statali.
a cura della redazione









