Il ciclone Chido fa strage in Mozambico. Circa 4, 8 milioni di persone necessitano di assistenza sanitaria

L’ Unicef ha avviato azioni di emergenza sanitaria per la popolazione e i tanti bambini ( circa 90 mila) che sopravvivono sul filo di lama

Venti e piogge forti causate dal ciclone Chido hanno distrutto  oltre 35 mila case  e colpito  più di  90 mila bambini  in tutta la provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico. Danneggiate anche  20 strutture sanitarie  e complessi scolastici.

Il ciclone in particolare ha devastato il territorio  nei pressi di Pemba, in provincia di Cabo Delgado, scoperchiando case, abbattendo cavi elettrici e di comunicazione.

Danni si segnalano, inoltre, nelle province di Nampula e Niassa, località già colpite  da un’epidemia di colera che potrebbe ora peggiorare.

Il Mozambico  è considerato uno dei paesi più colpiti al mondo  dal cambiamento climatico  e i bambini già stavano vivendo  diverse emergenti  mortali prima  del ciclone Chido, tra cui siccità, conflitti ed epidemie  – ha detto  Mary Louise Eagleton, rappresentante dell’Unicef  in Mozambico.

L’Unicef, insieme al Governo, alle agenzie delle Nazioni Unite, alle ONG, e a partner locali, sta dando il via ad azioni umanitarie di emergenza, nonostante le grandi difficoltà che i bambini  affrontano in Mozambico.

Nel 2025 la situazione nel paese potrebbe peggiorare dal punto di vista alimentare per la presenza devastante di cicloni, specialmente a Chido.

Non è  sato ancora dimenticato dalla popolazione di quel paese il ciclone Freddy che lo scoso anno causò gravi danni.

L’Unicef per questo ha bisogno di 10 milioni di dollari  per fronteggiare le emergenze  causate dal ciclone Chido.

 

a cura della redazione

 

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