Si intensificano gli scontri a Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, in Congo, tra l’esercito della Repubblica popolare e i ribelli del gruppo M23; quest’ ultimi sostenuti dal Ruanda.
Un gruppo di ribelli è già entrato a Goma, una regione a confine con il Ruanda, ricca di siti con risorse minerarie che sono oggetti del vero contendere di molti nazioni. Da due giorni, da quando sono iniziati i combattimenti, c’è grande tensione, paura tra la gente che cerca di fuggire dai colpi di artiglieria o rifugiarsi nelle chiese, nelle case e in rifugi sotterranei.. Chiuse le frontiere. Uccise 4 peace- kepper ( esercito pacificatori) del Sud Africa che controllano alcune zone in Congo. La parte ovest del paese è stata conquistata dai ribelli. Pronta l’evacuazione del personale delle Nazioni Unite e le loro famiglie che hanno lavorato nello stato africano.
Ad essere colpite dai ribelli le ambasciate di molti paesi. Diversi gli incendi nei pressi dell’Ambasciata americana. Il ministro degli Esteri della Francia, Barrot ha condannato duramente gli attacchi che hanno devastato la sede diplomatica francese.
Non ha invece subito danni, finora, l’ambasciata italiana che si trova in continuo contatto con i connazionali residenti nel Paese – ha precisato la Farnesina. A Goma, gli italiani rimasti sono 15, in gran parte religiosi, cooperanti e residenti. Risolto il caso di Marco Rigoldi, che è riuscito a raggiungere con la moglie incinta Kigali.
Dall ‘inizio dell’anno sono ben 400mila gli sfollati. Il presidente della Repubblica democratica del Congo, Félix Thisekedi ha fissato per mercoledì 29 gennaio un incontro con il Capo di Stato rwandese Paul Kagame.
L’avanzata dei ribelli a Goma va avanti da piu di tre anni. Si spera ora che il conflitto non si estendi in tutta la regione.
a cura della redazione









