Israele, dopo Gaza, intensifica gli attacchi anche in Libano, non solo ad est. ma anche a Sud.
La situazione è sempre più drammatica . Le vite di molti civili sono appese ad un filo che rischia di spezzarsi presto.
Unica via di fuga sembra Beirut. Il lungo esercito della disperazionem quello senza armi è diretto lì. Certamente un posto non sicuro, ma che forse offre almeno una possibilità di riparo, sopratttutto ora che gli israeliani non intendono fermarsi.
Difficile certamente scappare. La fuga spesso avviene in gran parte con automobili. La gente, come tante formiche viste dall’alto, cerca riparo dai misssili che arrivano dal cielo. Tra la gente impaurita che corre, cercando pace e salvezza, ci sono molti bambini.
In poche ore Israele ha colpito ben 800 obiettivi. Si cerca di smanquanto sembra, tellare bunker terroristici, uno dei quali è disloccato nella valle della Bekaa, dove, a quanto sembra, Hezbollah possiede armi strategiche in edifici civili, usando anche la popolazione come scudo umano.
Sull’aggressione israeliana al Libano , il premier libanese MIKATI ha rivolto un appello all’ Onu per fermare l’attacco.
La proriorità dell’assistenza negli ospedali del Sud è in maggior parte rivolto ai feriti della guerra. Gli interventi non urgenti possono aspettare.









