Il governo spagnolo barcola. Lo spettro del ritorno alle urne si fa minacciosa. A mettere in dubbio la sopravvivenza del governo di Pedro Sanchez il voto contrario espesso dal Congresso dei deputati che ha respinto entrambi i decreti sull’emergenza della casa. Non è escluso che si potrebbe aprire una crisi inevitabile, senza soluzioni di ripiego o temporanee.
Le elezioni anticipate potrebbero tenersi già il 29 novembre 2025. Fuori dal Congresso non sono mancate le proteste e momenti di forte tensione sociale legati al problema del carovita e dell’emergenza abitativa.
A dire no ai decreti sono stati i voti dell’oppposizione degli indipendentisti catalani di Junts per Catalunya, alleati,ma in rotta con il governo, il partito Popolare e Vox. Il leader del PP Alberto Nunez Feijoo ha criticato aspramente il governo, invocando il cambiamento.
Determinante nell’esito del voto quindi il tradimento di Junts, cioè gli indipendisti catalani guidati da Carles Puigdemont, che hanno così dato un forte “schiaffo” alla maggioranza.
I due decreti erano stati presentati dal governo in seguito ad uno sfratto di una donna di 87 anni, emblema del dramma che attanaglia molte famiglie che devono far fronte al caro affitto e al rischio di perdere anche la propria casa, puntando in primo luogo alla stabilità dei contratti, con i contratto automatico previsto dalle nuove disposizioni, come illustrato dal secondo decreto
a cura della redazione









