
L'editoriale di Rubigigi
.Esultano i magistrati, giudici e partiti di sinistra. Ha vinto il “NO.” Un trionfo che emerge nettamente dalle numerose schede scrutinate. Si prevedeva poca affluenza alle urne, per un tema come quello della Giustizia abbastanza complesso e particolare, invece la gente ha preso il referendum come una cosa seria. E bene ha fatto, anche perchè alla fine ha dimostrato di essere preparata, ponendo la matita decisamente sul “No.” Respinta quindi la riforma della modifica di sette articoli. Invariato resta il principale articolo 104 che conferma la non separazione tra carriere giudicante e requirente.
Fondamentale che la Magistratura difenda quindi il ruolo di autonomia in democrazia. Leggi impopolari non servono al Paese, quando poi alla fine si rivelano dannose per la stragrande maggioranza dei cittadini italiani.
Il risultato di questo referendum è stato netto. Ogni tentativo di cambiamento è fallito. Lo ha voluto il popolo e va accettato. Una tiratina d’orecchio va quindi al Governo. Dalla Costituzione italiana è nata la nostra Democrazia che è stata conquistatata con sangue e sudore dai nostri predecessori della Resistenza, scelta dal popolo tramite referendum del 2 giugno 1946 e firmata il 27 dicembre del 1947 dall’allora Capo dello Stato, Enrico De Nicola.









