Non passa il referendum. Il quorum del 50% più uno non è stato raggiunto. Affluenza definitiva 30,6%. Urne non completamente piene. Sconfitta la democrazia. E’ il risultato che emerge dalle oltre 60 mila sezioni elettorali sparse sul territorio italiano e riferito ai quattro quesiti sul lavoro ed uno sulla cittadinanza italiana per stranieri. Evidente che a fare autogol sono stati ancora gli stessi cittadini che, non andando a votare, hanno perso i loro stessi diritti, facendo nel contempo il gioco del Palazzo governativo che, chi in un modo o un’altro, anche con trovate inusuali, come quella della Meloni di andare ai seggi e non ritirare le schede, ha invitato il popolo italiano a dissertare le urne.
” Una politicizzazione dei contenuti non ci ha permesso di discutere. Negli ultimi giorni alcuni esponenti di governo interrogati sui quesiti non sapevano dei contenuti e chiedevano di non andare a votare. Un elemento questo molto grave”. Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della CGIL in conferenza stampa che si è tenuta al centro Frentani di Roma, dopo la chiusura dei seggi.
In gioco, c’è la democrazia del paese ha tuonato il leader sindacale che ha poi ricordato i 14 milioni di persone che sono andate alle urne. I problemi che abbiamo posto con i referendum, rimangono sul tavolo ha precisato il numero uno della Cgil.
L’affluenza più bassa in Italia si è registrata in Calabria con il 22% e Trentino Alto Adige con il 20%.
Nel frattempo, una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per abolire il quorum dai referendum abrogativi prevista dall’articolo 75 della Costituzione è stata depositata alla Cassazione lo scorso 5 giugno dal comitato “Basta quorum” perchè mantenere il 50 piu uno vuol dire dare poca rilevanza ai referendum, che rimane l’ unico metodo di partecipazione diretta del semplice cittadino alla crescita e al cambiamento del proprio Paese.








