Dopo i missili, si muovono anche le truppe di terra dell’esercito israeliano diretti a Gaza con i carri armati che in poche ore hanno raggiunto Netzarim, lembo di terra che separa il Nord e il Sud della Striscia.
Obiettivo, qualora Hamas non liberi i prigionieri israeliani, annientare i terroristi e colpire a fondo, senza distinzione tra civili e militari. La popolazione protesta per gli attacchi feroci dei militari ordinati da Netanyahu e marcia verso la Knesset di Gerusalemme.
Nei pressi dell’abitazione del leader israeliano la polizia è intervenuta con gli idranti per arcinare la furia del popolo israeliano, che chiede un modifica del piano di strategia militare e un ritorno alle trattative per la liberazione degli altri ostaggi ancora in mano a Hamas.
Dalla ripresa degli attacchi su Gaza, sono 504 le persone che sono state uccise dai bombardamenti Le ultime vittime del genocidio in terra palestinese sono 85, tra queste ci sono donne e bambini. A sostenere il piano israeliano c’è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump,
a cura della redazione









