E’ ufficiale. Da oggi 18 gennaio Agrigento è la Capitale Italiana della Cultura 2025. La cerimonia dell’inaugurazione si è tenuta al teatro della città siciliana Luigi Pirandello, alla presenza del Capo dllo Stato, Sergio Matarella, il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani e il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Dopo l’inno nazionale, Roberto Albergoni, presidente della Fondazione, ha ricordato che la nomina di Agrigento Capitale della Cultura è una grande opportunità di rilancio per la città, le sue bellezze, gli spazi pubblici e i suoi giardini.
Il presidente della Repubblica, Mattarella nell’occasione ha voluto precisare che ” la ricchezza del Paese sta nella sua pluralità. Nella sua molteplice bellezza. Sono proprio le diversità del nostro Paese, le cento capitali che hanno agito, nell’arco dei secoli, come luogo capaci di esprimere comunità.
” Agrigento, non solo capitale della Cultura 2025, ma anche una spinta per le altre città
Uno degli intenti di Agrigento – ha precisato il Capo dello Stato – è quello di non essere soltanto la Capitale della Cultura 2025, ma di costituire una spinta per le altre realtà italiane, partendo dalle periferie che sono anch’esse motori di cultura e sviluppo, che ci insegna a dialogo alla libertà. L’Akragas di Empedocle indicava l’acqua, il fuoco, l’aria, la terra, come l’unità degli elementi indispensabili della nostra vita, mentre la separazione era il simbolo della nostra morte. Un simbolo che spinge tutti noi a ricomporre, rigenerare coesione e procedere insieme. di fronte alle violazioni dei diritti umani, le guerre, la povertà, le diseguaglianze esistenti con le catastrofe conseguenze tra cui quella del cambiamento climatico. Mattarella, nell’occasione, ha poi citato Pirandello e lo scrittore Camilleri.
Il cardine della rinascita
“Agrigento – ha aggiunto il ministro della Cultura, Giuli, può essere il cardine della rinascita di un territorio ricco di complessività prodotto dalle numerose civiltà che sono fiorite, sfiorite e rifiorite ed interpretare il senso di una memoria continentale euro- africana. Agrigento – ha aggiunto il ministro – deve restare fedele alla propria natura di terra libera ed ingegnosa, aperta al dialogo e all’incontro di civiltà affratellate, rispecchiamdosi così nelle altre culture.”
“Per Agrigento, bisogna cogliere nuove opportunità culturali che sono possibili”
“Ad Agrigento – ha detto il presidente delle Regione Sicilia, Renato Schifani, inizia oggi di fronte a questo suggestivo mare africano, immenso e “geloso” un nuovo cammino, con opportunità che bisogna cogliere per trasformare il tutto in nuove iniziative culturali ed imprenditoriali.”









