Siria, le truppe ribelli conquistano Damasco. Festeggiamenti nella capitale

Le truppe ribelli islamiche, guidate da Abu  Mohammed  al – Jolani, hanno conquistato Damasco. Il presidente tiranno Bashar al Assad, presidente da 24 anni della Siria è fuggito per una destinazione sconosciuta.

Dopo 50 anni, il governo del partito Baath è sconfitto al grido jihadista “Dio è il più grande.” Chiuso l’aeroporto di Damasco. Sospesi i voli fino al 18 dicembre.

La popolazione è così scesa in strada,  festeggiando con caroselli di auto, grida e sventolio di bandiere. Calpestata e distrutta la statua del padre di Bashar, Hafez al Assard morto nel 2000 e  che ha governato per quasi 30 anni il paese. Liberati numerosi prigionieri dal carcere disumano  di Sednaya,

Un gruppo armati di ribelli, entrati in città, si è introdotta  poi con forza nel giardino dell’Ambasciata italiana, senza però usare violenza.  “Hanno portato via solo tre automobili e tutto è finito lì. Siamo pronti a fare tutto ciò che serve se i nostri connazionali si dovessero trovare in pericolo  e lasciare la Siria  – ha detto il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani in una conferenza stampa tenutasi alla Farnesina.

Tutto questo, mentre alcuni connazionali  hanno varcato la frontiera tra Siria e Libano  e sono sistemati in alcuni conventi a Beirut. ” Mi auguro che il passaggio di consegne  tra il regine caduto e  la nuova realtà sia pacifico, tramite un direzione politica e non militare – ha precisato Tajani.

“Assad è il passato, ora  la Siria sia unita” ha commentato il ministro degli Esteri turco, Hakan  Fidan. Soddisfatto anche il presidente francese, Macron che ha detto: Lo stato  di barbarie è caduto, finalmente. La Francia – ha precisato –  resterà impegnata  per assicurare la sicurezza a tutti in Medio Oriente.”

Il ministro degli Esteri russo ha lanciato un appello  a tutte le parti  coinvolte  per il non uso della violenza e la gestione del paese solo con la politica, come stabilisce la risoluzione  2254  del Consiglio di Sicurezza  delle Nazioni Unite adottata all’unanimità.

 

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