Elezioni americane. Ormai ci siamo. Domani 5 novembre nei 50 stati a stelle e strisce si apriranno i seggi elettorali per eleggere il 47 esimo presidente. La battaglia, tra la democratica Kamala Harris e il repubblicano Donald Trump, si annuncia avvincente. Al voto saranno chiamati oltre 70 mila milioni di persone, alcune dei quali hanno già votato per posta o con voto anticipato.
L’esito del voto non solo è aspettato con trepidazione dagli americani, ma da tutto il mondo. C’è da decidere soprattutto sulla pace nel mondo che gli Stati Uniti finora hanno chiesto solo a parola, alimentando la spirale dei combattimenti, con rifornimenti di armi ad Ucraina ed Israele, rinforzando con navi militari lo spazio di mare nel Medio Oriente.
Chi vincerà Trump o Harris. In Italia le forze di destra tendono a privilegiare Trump, mentre l’altra ala, quella dell’opposizione di governo, spera che la Harris possa battere l’arroganza dell’ex presidente repubblicano americano Donald Trump, sempre pronto, con le sue dichiarazioni provocatorie e minacciose, ad innalzare la tensione in un momento decisivo per le sorti future degli Stati Uniti.
Sul programma c’è una netta differenza tra i due candidati. Ad iniziare dal cambiamento climatico. Mente Trump infatti è contrario alle auto elettriche e favorevole alle trivellazioni nell’Artico, la Harris si batte per le risorse sostenibili. Sulle migrazioni, Trump invece non ha dubbi: contro gli stranieri bisogna costruire più muri. Diverso il pensiero della candidata democratica che affronta il problema con più cautela.
Altri temi importanti per il futuro dell’America è il sistema sanitario, l’uso delle armi troppo facili, le tasse e l’inflazione che avanza.
Ai lettori spetta ora decidere.
L.R









