Israele continua la sua politica di aggressione contro Unifil, la forza italiana di pace, nel sud del Libano. Due giorni fa l’esercito dell’Idf ha aperto il fuoco sui caschi blu, intendi ad osservare ad osservare soldati israeliani impegnati negli sgomberi di case vicino alle loro postazioni. Tutto è accaduto a pochi passi dal vilaggio di confine Dhayra.
I peacekeeper sono stati costretti a cercare riparo per non essere uccisi. La situazione – ha riferito l’Onu – è difficile. Sono state colpite telecamere, strumenti di comunicazioni e luci.
Nonostante questo, i soldati italiani continueranno ad andare avanti.
Nel frattempo, a Gaza 12 persone in attesa di aiuti umanitari sono stati uccisi. L’Idf ha sparato e poi distrutto la stazione di ossigeno e molti bambini, minacciando addirittura i ricoverati e il personale dell’ospedale Kamal Adwan a Beit Lahiya, a nord di Gaza.
Nello Yemen proteste si sono elevata a sostegno di Hezbollah e dei palestinesi di Gaza, mentre in Libano più di mezzo milione di persone, in gran parte siriani, sono entrate in territorio siriano, da quando sono iniziati gli attacchi di Israele nel Libano.
Folta la popolazione siriana entrata in Libano, che supera di gran lunga quella libanese che invece ha invaso i territori siriani.








