da Napoli: Luigi Rubino
Poco più di 2mila persone hanno manifestato a Napoli per i diritti negati, a difesa del popolo palestinese, per la libertà e la pace, contro la guerra e i signori ministri del G7, riuniti da ieri in città e a Palazzo Reale, che fingono la pace, ma che invece non pensano altro che fomentare odio guerre, con la complicità del governo italiano che attua leggi a discapito dei cittadini italiani.
In un giornata nuvolosa che minaccia pioggia il corteo partito da piazza Mancini, ha percorso Corso Umberto con
bandiere e slogan. “Siamo tutti antifascisti” grida il popolo di giovani, alcuni con la Kefiak della Palestina, insieme ad anziani, semplici cittadini rappresentanti delle comunità religiose tra cui il padre missionario comboniano Alex Zanotelli l’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris gruppi di associazioni come “Potere al Popolo” attivisti USB e di Rifondazione Comunista.
La prima tappa di protesta dei manifestanti è stata davanti alla sede di Fratelli d’Italia in Corso Umberti I, presiedata da un cordone di finanzieri in tenuta antisommossa, dove è stato esposto uno striscione che recita: ” Contro guerra e repressione ai nostri posti ci troverete. e riferito al decreto sicurezza, mentre alcuni giovani manifestanti con vernice bianca e rulli di imbianchino hanno imbiancato velocemente l’asfalto con la scritta: ” A pieno regime noddl 1660″
Al bivio di piazza Bovio, il corteo ha poi colto quasi di sorpresa la polizia, deviando di corsa su via Mezzocannone dove i manifestanti hanno sfilato con un carrarmato di cartapesta portato in spalla con la scritta “No War”
Arrivati in piazza Carità, all’incrocio di via Roma sono iniziati gli scontri con la polizia. I giovani del corteo con tre grossi cartoni raffigurante il genocidio si sono lanciati contro il cordone formato che impediva loro l’ingresso in via Roma, lanciando anche alcune pietre.
La polizia ha risposto sparando lacrimogeni. Pochi minuti e tutto è tornato tranquillo. I ragazzi hanno poi raggiunto piazza del Gesù, chiudendo con balli e canti un pomeriggio movimentato, che lascia un messaggio chiaro: “La guerra non fa bene a nessuno”








