Dopo 30 anni si rivedono in piazza le tute blu; quelle dei Metalmeccanici dell’Automotive, la filiera che produce auto in oltre 3mila imprese disloccate in tutta Italia.
il corteo composto da 20 mila persone è partito da piazza Barberini. Significativo il messaggio che si legge sul lungo striscione: ” Cambiamo marcia, acceleriamo verso un futuro più giusto”. Futuro che non sembra sicuro. A rischio migliaia di posti di lavoro. Molti i cassintegrati. Il gruppo Stellantis, nonostante la lunga catena di produttori di auto, non ha ancora fornito nessuna chiarezza circa il futuro dei suoi interpreti principali cioè i lavoratori.
La manifestazione, organizzata da Fiom – Cgil, Fim – Cisl e Uilm – Uil, è proseguita fino a piazza del Popolo dove sono intervenuti i segretari generali dei sindacati dei Metalmeccanici, Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella.
Alla protesta presenti anche i maggiori leader dei gtre maggiori sindacati Di Cgil, Cisl ed Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pirpailo Bombardieri.
“Non possiamo aspettare. C’è bisogno di un piano industriale che rilanci le produzioni. C’è bisogno che questa protesta, abbia una dimensione europea, perchè è tutto il sistema industriale europeo a rischio” La Meloni per questo deve assumere l’iniziativa – ha detto il segretario della CGIL, Landini che parlato degli aumenti dei salari,di un sistema fiscale iniquo, che non si occupa di ridurre l’evasione e di una precarietà evidente che non aiuta a creare lavoro ed investimenti.
Al corteo presenti anche molti esponenti dei partiti dell’opposizione tra cui Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Carlo Calenda e Angelo Bonelli.
“Per garantire un futuro al paese – ha detto la sgretaria del Pd, Schlein, – è necessario riportare la produzione in Italia ed investire in ricerca e futuro. L’azienda deve fare la sua parte fino in fondo, perchè ha responsabiltà storiche in tutto il paese. Noi ci siamo e cisaremo. Già abbiamo depositato una mozione unitaria.”
“E’ da irresponsabili offrire un’illusione a chi è in cassa integrazione. Il governo deve chiamare Stellantis, perchà non c’è un’idea chiara, che non siano gli incentivi” – ha aggiunto il leader di M5S, Giuseppe Conte.
“Stellantis ha applicato la legge del mordi e fuggi. Prima ha usufruito di oltre 7 miliardi di fondi pubblici e poi ha deciso di delocalizzare in Marocco ed Algeria. Meloni vadain Europa a chiedere investimenti per questo settore industriale” ha detto Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.









