5^ edizione Campania Libri Festival. Tanta gente a Palazzo Reale di Napoli alla riscoperta del libro

foto di Retewebnotizie

 

di Gigi Rubino – Decine di migliaia di persone hanno animato la 5^ edizione della quattro giorni del Campania Libri Festival, che si è tenuta nella preziosa cornice di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale di Napoli. Oltre 120 stand le case editrici allestite tra sale e cortili, portici e colonne in un chiacchierio continuo di gente, dibattiti, laboratori per ragazzi, incontri con scrittori, attraverso la presenza in primis degli autori ed autrici indipendenti.

L’edizione di quest’anno “Jesce sole,”  parla in napoletano ed è una filastrocca antica e potente legata alla lingua e alla cultura di Napoli alla ricerca di riscatto.

Non è un caso che il Festival odierno ha inteso richiamare i cinquant’anni de  “La gatta Cenerentola” e la tradizione popolare dallo scrittore Roberto De Simone che invitano alla scoperta e alla conoscenza globale attraverso la lettura.

Alla kermesse culturale  hanno aderito 130 espositori. Ben trecento sono stati gli appuntamenti nella quattro giorni ricca di cultura, curiosità per il pubblico di tutte le età.

In  tempi in cui l’uomo sembra quasi diventare schiavo nell’uso dei social, leggere un buon libro può rappresentare la panacea giusta  per  contrastare l’isolamento e le marginalità, ricostruendo quei contatti umani che negli ultimi tempi  si sono persi

La letteratura – ha scritto nella sua presentazione al Festival il direttore artistico della Fondazione Campania dei Festival, Ruggero Cappuccio – è uno dei pochissimi elisir che può aiutare gli esseri umani a rafforzare la capacità di sognare. Un libro non può essere decodificato – precisa il direttore – perchè propone al lettore un sogno e si aspetta che questi lo ingrandisca, lo dilati o lo potenzi con la sua sensibilità”.

La lettura rappresenta uno dei fondamenti stessi della cittadinanza ed una straordinaria infrastruttura democratica. Leggere, ascoltare, e confrontarsi significa esercitare il diritto al dubbio, abitare la complessità ed aprirsi alla comprensione dell’altro. Investire nei libri e nella diffusione capillare della lettura vuol dire investire sulle persone, sulla libertà e sul futuro – ha specificato l’assessore alla Cultura della Regione Campania, Onofrio Cutaia.

 

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