Scontri tra operai e Polizia a Buenos Aires, dopo approvazione nuova legge sul lavoro da parte del governo

immagini ricavate da I.A. Scontri in Argentina

Violenti scontri tra Polizia e manifestanti a Buenos Aires, dopo l’approvazione del Senato sulla proposta del presidente argentino Javier Milei che penalizza il mercato del lavoro e mette a rischio l’occupazione per migliaia di lavoratori nel settore pubblico e privato del Paese.

Durante i tafferugli sono stati arrestati dalla Polizia davanti al Parlamento 37 persone. In poco tempo le strade della capitale sono diventate campi di battaglia con lancio di pietre, bengala e bombe molotov da parte dei manifestanti, appoggiati anche dai gruppi di  barras bravas di alcuni club calcistici,  contro il lungo cordone di polizia che ha risposto, caricando i contestatori con lanci di idranti e lacrimogeni. Molti cassonetti della spazzatura hanno preso fuoco e 4 poliziotti sono rimasti feriti.

Per il sindacato e le opposizioni la decisione presa dal governo non farà  altro che  aumentare la precarietà nel lavoro, facilitando i licenziamenti. Il periodo di prova del nuovi assunti passerebbe poi da 3 a 6 mesi e fino a 8 e 12 mesi per le piccole imprese. Contestato il fondo di cessazione, che sostituirebbe quello attuale di licenziamento dove il datore di lavoro verserebbe una  quota mensile che ridurrebbe i costi legali delle aziende in caso di cessazione del lavoro. La proposta prevede anche che ci sia la giustifazione del licenziamento qualora ci siano blocchi stradali e reati gravi. La riforma mira anche a regolarizzare il lavoro nero, cancellando multe e debiti passati.

Le manifestazioni da parte dei sindacati non termineranno qui. In programma e presto ci potrebbero essere altri scioperi.

a cura della redazione

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