Il cinema americano perde una delle grandi stelle degli anni sessanta/settanta: Robert Redford. L’attore, regista, attivista statunitense si è spento nel sonno a 89 anni nella sua casa di Provo nello Utah.
Il suo fascino con il ciuffo biondo scompigliato lo ha reso presto uno dei divi più acclamati del pubblico delle teenagers dell’America. Di origine scozzese ed irlandesi, Redford era nato nel distretti di santa Monica, in California. Da piccolo non era stato uno studente esemplare. La sua passione era lo sport, lo spinse a praticare nuoto, tennis, baseball, ed atletica. Fattori che risultarono poi determinanti per la formazione di un fisico di ferro in molti film, che gli ha anche permesso di non utilizzare controfigure.
Redford era un amante del semplice e della Natura. La sua carriera di attore partì dalla Tv a Brodway nel 1960. Due anni dopo entra nel mondo del cinema con “Caccia di guerra” del regista statunitense Denis Sanders. Nel 1966 recitò a fianco di Marlon Brando, Jane Fonda e James Fox nel film “La caccia” di Arthur Penn.
Il suo grande talento emerge ancora di più quando è protagonista principe nelle pellicole “La mia Africa”, Butch Cassidy,” “Tutti gli uomini del presidente” “I tre giorni del Condor” Neli anni settanta famosa la sua interpretazione in ” Corvo rosso non avrai il mio scalpo” di Sidney Pollack e “Il Candidato” di Michael Ritchie. Altri film di successo sono: “Come eravamo” e “La stangata” che conquistò sette premi oscar come migliore film, migliore regia, in cui l’attore ottenne la sua unica candidatura come migliore attore protagonista nel 1974. Anno in cui interpretò l’altro film di successo “Il grande Gatsby”
Redford ebbe molto successo anche nelle vesti di regista. Con “Gente comune” vinse il premio Oscar come migliore regista. Nel 2017 gli è stato assegnato il Lrone d’Oro alla carriera
a cura della redazione









