Corruzione, caporaralato, emissione di fatture false è il quadro che emerge dall’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli, condotta nell’ambito della realizzazione di alcuni cantieri della linea ferroviaria TAV Napoli – Bari. Venti misure cautelari sono state eseguite dalla Guardia di Finanza, a imprenditori; dieci ai domiciliari, 5 agli obblighi di dimora e di presentazione alla Polizia giudiziaria. 2 sospensioni dall’esercizio di pubblico servizio per un anno e 3 alla misura interdettiva della sospensione totale di esercizio pubblico per un anno.
Le opere riguardano le tratte di Napoli, Avellino e Benevento. Dalle indagini è emerso un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali che avrebbero agevolato alcune imprese nella contabilità dei lavori, controlli e pagamenti.
In cambio di favori accordati ci sarebbe stato denaro in contanti, occultate anche in confezioni e box natalizi con orologi di marca, telefoni cellulari, soggiorni, vacanza e altri servizi.
Mazzette nascoste sarebbero circolate nei panettoni regalati a Natale. Un ulteriore filone investigativo ha riguardato l’impiego irregolare e lo sfruttamento di lavoratori entracomunitari con la presenza di lavoratori egiziani nei cantieri, costretti a lavorare per 20 ore, con una paga non in linea allla qualità del lavoro svolto. Precarie anche gli alloggi e le misure di sicurezza, insieme a permessi di soggiorno irregolari. Tutti le persone sottoposte alle indagini, ricordiamo che sono innocenti fino a quando non sarà conclusa la sentenza.
a cura della redazione









