
Quasi il 50% dei campioni prelevati in Campania da Goletta, l’imbarcazione studio di Lega Ambiente, supera i limiti di inquinamento. Le zone più critiche si presentano quasi tutti alle foci dei fiumi. Nei 90% dei punti monitorati non sono esposti i cartelli della qualità delle acque di balneazione.
Nella provincia di Napoli 4 sono le zone che superano la tollerabilità e precisamente la foce del canale icola al Lido di Licola a Pozzuoli, il mare presso l’alveo Volla a S. Giovanni a Teduccio, la foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, fortemente inquinato e il rivo San Marco sempre nella città stabiese.
Gli altri punti critici sono la spiaggia di Mappatella Beach sul lungomare di Napoli, il mare alla foce del Lagno Vesuviano ad Ercolano, nei pressi del via Ponte della Gatta a Torre del Greco , il rivolo Neffola in località Marina Grande a Sorrento, il lungomare Marcono a Torre Annunziata,e la foce del Rivo d’Arco a Vico Equense a Seiano.
Più critica la situazione nel Salernitano. Sette i punti inquinati: la foce del Regina Moinor a Minori, quella del fiume Irno a Salerno sul lungomare. Picentino tra Salerno e Pontecagnano , la foce del torrente Asa, del Tusciano, quella di Marina di Eboli e del rio a Capaccio in località Laura.
Secondo gli esperti di Lega Ambiente per garantire un mare pulito non basta raccogliereliquami nei pressi di scarichi, ma è necessario che gli impianti siano presenti, adeguati e gestiti in modo efficiente.
Dai controlli effettuati dall’ARPAC nel 2025 è emerso che il 41% degli impianti controllati è risultato non conforme ai requisiti. Le percentuali più alte di irregolarità sono state registrate ad Avellino con il 66%, Benevento (62%), Salerno (53%). Sono risultate più basse invece a Napoli (28%) e Caserta (15%).
“Putroppo troppi cittadini non possono usufruire ancora di sistemi adeguati, e questo non è più ammissibile. La Campania – ha detto Francesco Ferro, direttrice di Lega Ambient Campania – rientra in tre delle quattro proedure di infrazione avviate dall’unione Europea contro l’Italia per il mancato rispetto della normativa sulla raccolta e depurazione delle acque reflue, che si trasformano in tasse che paghiamo in bolletta. Bisogn avviare un percorso efficiente della rete di depurazione che deve diventare una priorità per chi ci governa per fare in modo che tutti i fiumi campani diventino balneabili come lo è diventata la Senna a Parigi grazie agli investimenti per le Olimpiadi dell’estate 2024” ha sottolneato la direttrice.
40 anni di Golletta Verde alla ricerca di illeciti e mala depurazione
“Golletta Verde in 40 anni ha navigato alla ricerca di illeciti e mala depurazione che mettono le nostre coste e il nostro mare in una situazone di grande sofferenza – ha dichiarato Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde. Non ci vogliamo sostituire alle autorità prepste, ma lavorare in sinergia con le amministrazioni, Vedere che situazioni critiche per la depurazione non siano state risolte è un segnale che il lavoro di Goletta Verde è di fondamentale importanza. Non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo continuare a lottare per tutelare l’ambiente e in questo caso il mare e le coste.
a cura delle redazione








