Sospese operazioni di recupero del corpo dell’alpinista Sinigaglia in Asia.

Quanto prima, si spera di riportare ora  a casa l’alpinista russa ferita e bloccata dal maltempo sulla cima del massiccio asiatico Pik Pobeda

Sono state sospese, causa forte maltempo, le ricerche del corpo di Luca Sinigaglia, l’alpinista milanese  di 49 anni che ha perso la vita nei giorni scorsi durante un’incursione  sul Pik Pobeda, la montagna più alta del massiccio del Tian Shan dell’Asia Centrale per un ‘edema cerebrale durante il soccorso ad un’ alpinista russa, insieme al tedesco Gunter Siegmund.

Le operazioni dovrebbero riprendere, tempo permettendo, il 25 agosto, dal momento che riesce difficile fare decollare gli elicotteri. Attualmente la temperatura sulla cima del Pobeda di notte è bassissima e raggiune i 30 gradi sotto zero. Il corpo del giovane si trova in una cava di ghiaccio, a circa 6.900 metri di quota.

Natalia Nagovittsyna, l’alpinista russa,  di 47 anni, che è viva anche grazie agli aiuti forniti da Sinigaglia, nel frattempo si trova bloccata ad una quota di 7.200 metri dal 12 agosto ed aspetta quanto prima, con una gamba fratturata, l’arrivo dei soccoritori che tarda a venire per le difficili condizioni meteo che imperversano sul massiccio del Tian Shan.

a cura della redazione

CONDIVIDI ARTICOLO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *