Le lacrime prima o poi si fermano, ma il dolore e i ricordi no. Bologna: 2 agosto 1980 una bomba fa saltare in aria la sala d’attesa in seconda classe. Cè gente che aspetta di partire per le vacanze. E’ una strage. Grida, disperazione, corpi bagnati dal sangue si presentano dopo la scomparsa del fumo, provocato dalla bomba. Muoiono 85 innocenti. I feriti sono più di 200. Su Bologna, storica città antifascista, c’è il caos. Tutto intorno poco dopo si elevano suoni di sirene di ambulanze, polizia, carabinieri, vigili del Fuoco.
Da allora, il popolo bolognese, con lunghe radici antifasciste, non ha dimenticato, anches se sono passati 45 anni da quel massacro che ha sconvolto non solo parenti ed amici delle famiglie, ma tutta l’Italia e l’umanità intera.
Un corteo ha percorso un tratto della città. In testa c’è Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione familiari, vittime della strage del 2 agosto 1980, contrassegnata su un enorme striscione bianco che raggiunge il luogo dell’avvenuta strage. “Pacche sulle spalle ne prendiamo da 45 anni. Vogliamo vedere i fatti ha detto Bolognesi, rivolgendosi in particolare al ministro Anna Maria Bernini presente alla cerimonia.
Fatti e colpevolezza che sono stati in parte oscurati da governi, con depistaggi, indagini lontano dalla verità, dalla democrazia, dalla giustizia a danno di persone che in quel giorno cercava un pò di libertà, tranquillità e che invece ha trovato la morte.
In una sua dichiarazione, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha voluto ricordare la risposta ferma e decisa di Bologna e dell’Italia intera contro il fascismo e la democrazia, rinnovando alle famiglie delle vittime i sentimenti di vicinanza. Il 2 agosto è nella memria del Paese. Svelare esecutori e mandanti è un prezioso esempio d fedeltà ai valori costituzionali, specie per i giovani – ha detto il Capo dello Stato.
G. R. ( a cura della redazione)








