Tante sofferenze, battaglie, speranze. Vana è stata l’attesa. E’ finita nel dolore la vita di Mattia Maestri, il ragazzo 13enne di Coredo, comune del Trentino, in stato vegetativo dal 2017, deceduto, dopo aver mangiato formaggio prodotto a latte crudo, per Escherichia Coli; un’infezione che causa insufficienza renale, anemia, la riduzione delle piastrine e in alcuni casi danni neurologici e coma.
Ad annunciare la morte del giovane minorenne il padre, Giovanni Battista Maestri. Quando è iniziato il calvario, Mattia aveva quattro anni. Le condizioni del bambino con il passar degli anni sono peggiorate, tanto da costringere i genitori a rivolgersi alle autorità Giudiziarie con la Corte di Cassazione che nel 2023 condannò per lesioni gravi due rappresentanti del caseificio sociale di Coredo ad una pena pecuniaria superiore a 2 mila euro ciascuno.
In Italia la morte dei bambini, dopo aver ingerito formaggio a latte crudo non pastorizzato non è indicato ancora per legge sulle etichette.
Questa situazione preoccupante, tra l’altro, ha fatto si che papà Giovanni scrivesse poi un libro, che è stato poi presentato anche al Senato, sul rischio che si corre nel mangiare formaggio senza un marchio d’obbligo registrato e quindi controllato sulla confezioni.
a cura della redazione









