Si è conclusa a Roma, con 8 mila partecipanti, 2mila aziende di cui 500 italiane per un totale di circa 100 delegazioni con capi di Stato e di governo provenienti da varie parti del mondo, la Conferenza internazionale per la ripresa dell’Ucraina.
Firmati 200 accordi per più di 10 miliardi di euro per la ripresa del paese, anche se non esiste ancora l’ inizio. La ricostruzione a 360 gradi in effetti in Ucraina non si sa quando avverrà, perchè la guerra e gli attacchi russi sono ancora in corso, ma tra i partecipanti c’è piena fiducia che il conflitto finisca presto.
La coalizione dei volenterosi ha infatti ribabito pieno sostegno a Kiev, a difesa del territorio con l’invio di armi all’esercito ucraino. Tra i progetti l’inclusione di tecnici specializzati ucraini per la specializzazione della costruzione di droni sempre più sofisticati per uso proprio civile e militare ed esportazione in Europa, la realizzazione di infrastrutture, più energia, digitale e mezzi per la difesa del territorio.
La pace – secondo quando è emerso dalla Conferenza – una volta avvenuta, potrebbe essere mantenuta attraverso una possibile forza di peacekeeping anglo- francese sul campo ucraino. Il Cremlino non ci sta ed intende aspettare le dichiarazioni di Trump, che il presidente americano lascerà nella giornata di lunedì 14 luglio. Porre fine alla guerra, secondo il governo russo, deve avvenire su alcuni punti precisi, tra cui la denazificazione, cioè l’esclusione di gruppi nazisti nel governo ucraino, smilitarizzazione, protezione della gente che parlino il russo, annessioni delle terre conquistate.
Nel fratttempo, il presidente USA, Trump ha annunciato alla Nbc che gli Stati Uniti invieranno armi Patriot all’Ucraina tramite la Nato che regolarmente le pagherà al governo statunitense.
a cura della redazione








