Non ce l’ha fatta Claudio Ercoli, l’ispettore Eni, rimasto ustionato nell’esplosione avvenuta la scorsa settimana ad una stazione di servizio GPL alla periferia di Roma. Il suo cuore ha cessato di battere presso il presidio ospedaliero di Sant’Eugenio della capitale.
I medici hanno fatto il possibile per salvarlo, ma gravi si sono rilevate le ustioni profonde di terzo grado riscontrate in vari parti vitali del corpo. Ercoli è deceduto per uno shock termico irreversibile.
Dolore ha suscitato la sua scomparsa. Messaggi di cordoglio sono giunti alla famiglia dall’Eni, sia dal personale tecnico dell’Eni che dalla dirigenza.
Nel frattempo, non si fermano le indagini da parte della Procura di Roma, che intende accertare eventuali responsabilità che ha causato il maestoso incendio che è costata la vita ad Ercoli e provocato anche alcuni feriti.
a cura della redazione









