De Laurentiis nell’occhio del ciclone? La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del patron del Napoli Calcio per il reato di falso a bilancio e che risalgono agli anni 2019, 2020 e 2021. Con il presidente del club partenopeo i pm Lorenzo Del Giudice e Giorgio Irano hanno chiesto il processo anche andrea Chiavelli, allora collaboratore di De Laurentiis e la società del produttore cinematografico.
Le irregolarità vertono sulle due operazioni di mercato compiute dal numero uno della società: la prim quella di Osimhen prelevato dal Napol dalla squadra francese del Lille il 31 luglio del 2020 per un costo di 70 milioni di euro, acquisto che fu il più oneroso del club campano. Nella tattativa, ricordiamo, entrarono anche il portiere Oreste Karnezis e i tre giovani del settore giovanile giovanile degli azzurri tra cui Ciro Palmieri, Luigi Liguori e Claudio Manzo; giocatori che allora furono valutati dai 3 ai 7 miloni di euro, mentre Karnezis ne valeva oltre cinque.
La secinda contestatzione sollevata dalla Procura rigarda anche l’acquisto di Manolas dalla Roma ceduto al Napoli il 30 giugno 2019 e che permise alla Roma ,sul filo di lama del mercato, di eseguire una plusvalenza rilevante nella stagione 2018/2019, nel rispetto dl Fair Play Finanziario. Manolas passò al club partenopeo in cambio di Diawara in giallorosso per una cifra pari a 21 milioni di euro
L’avvocato del patron azzurro Fulgeri, che si occupa del caso, è tranquillo e ha chiarito che non c’ è in effetti ancora un rinvio a giudizio.
No è la prima volta che De Laurentiis è chiamato in causa nella vicenda Osimhen che nel 2022 si concluse con il proscioglimento nei confronti sia del club che del presidente, dopo le violazioni degli articoli 4.6 e 31 del Codice di Giustizia Sportiva.
Il caso potrebbe essere riaperto solo se dovessero emergere elementi nuovi da parte della Giustizia Sportiva FIGC in un mondo come quello del calcio, in cui il denaro spesso fa brutti scherzi.
a cura della redazione






