
ANSA/FILIPPO VENEZIA
Novità e nuove confessioni alla Corte di Assise di Venezia. Filippo Turetta, accusato dell’omicio di Gulia Cecchettin, uccisa nel novembre del 2023 con 75 coltellate in un parcheggio a Fossò, comune del Veneziano, ha ammesso di aver mendito più volte nel primo interrogatorio.
“In quel momento ho fatto vari pensieri – dice Turetta, che racconta di aver stilato la lista delle cose da fare. Comprare scoth per legare la ragazza, coltelli, sacchi neri, cartine stradali. L’ho scritta io la lista quel martedì del 7 novembre. Avevo pensato di rapirla e poi… Rapirla ed ucciderla domanda l’accusa? Il giovane risponde: ” Difficile ammetterlo, però si. L’appuntamento è per fare shopping al centro commerciale “La Nave de Vero” di Marghera, l’aggressione a Vigonovo, nel parcheggio vicino casa di lei e poi lo spostamento in auto a Fossò.
Poi l’omicida racconta passo dopo passo i momenti drammatici, la collutazione per uccidere la ragazza che gridava; quelle grida che ha fatto impazzire ancora di più Turetta che ha iniziato a picchiare duro, fino a quando non ha sentito più i lamenti della ragazza. La confessione di Turetta è poi proseguita nel pianto, evitando di guardare il papà della ragazza che invece non allontana lo sguardo verso il ragazzo.
” Il momento pià doloroso ha detto il padre di Giulia – è stato sapere cosa ha attraversato mia figlia negli ultimo momenti della sua vita. Quello che emerge oggi è che la vita del prossimo è una cosa sacra e non si può entrare nel merito della vita degli altri.”









