Dall’ India, agli Stati Uniti, Brasile, Nuova Zelanda. Sono venuti da quasi tutto il mondo, ricercatori, tecnici di imprese, allevatori ed esperti del settore produttivo della mozzarella per partecipare sul lungomare di Napoli, all’Università Federico II, alla 1^ Conferenza Internazionale sull’ oro bianco;
la Mozzarella di Bufala Dop, vanto e tradizione della Terra Campana.
Una due giorni, quella del 23 e 24 settembre, organizzata dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala della Campania in sinergia con l’Università degli Studi di Napoli, Federico II che ha tracciato le varie fasi del ciclo di produzione di un alimento squisito, unico e gustato in tutto il mondo.
Tra gli argomenti trattati, la zootecnia, con riferimento alle migliori tecniche di allevamento per garantire al consumatore prodotti non solo di grande qualità, ma anche sicuri, con controlli minuziosi degli animali durante la mungitura da allevamento con macchinari specifici, per prevenire le varie patologie che potrebbero compromettere la produzione della mozzarella, che sembra avviata ad un grande futuro.
In Francia, la vendita dell’ oro bianco ha raggiunto negli anni 2022/23 il 40%. Un aumento va registrato anche nell’anno in corso, grazie ad un latte idoneo, tanto che i caseifici spesso non riescono a trasformare in mozzarella l’abbondante disponibilità di latte che arriva dai moltissimi allevamenti di bufala presenti sul territorio italiano.
Si prospetta quindi un grande futuro per la Mozzarella di Bufala campana? Probabilmente si. Anche perchè i segnali già sono evidenti. Il prodotto è buono e piace a tutti, grazie anche alle certificazioni “green” cioè a quelle garanzie biologiche, legate alla sostenibilità; tema centale degli ultimi anni.
“In uno scenario complesso dobbiamo far leva sulla voglia che c’è nel mondo del nostro prodotto – ha dichiarato il presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella campana Dop, Domenico Raimondo.
Luigi Rubino









