Si disputeranno domani a Tehean le esequie di Ismail Haniyeh, il capo di Hamas ucciso in un attacco in Iran. La salma riposerà a Doha in Qatar.
Determinato il governo iraniano che ha subito riunito il Consiglo Supremo di sicurezza e Parlamento. Proclamate tre giornat di lutto nel Paese e scioperi nei Territori palestinesi.
Determinata sul fronte israeliano il premier Netanyahu che giustica l’azione come difesa: Chi ci aggredisce paga un caro prezzo. Abbiamo inferto colpi micidiali a tutti i nemici. Stiamo combattendo una guerra di esistenza in una specie di asse a tre armi:Hamas, Houthi e Hezbollah.
Severe condanne per l’assassinio di Haniyeh, arrivano da Ankara e in particolare dal governo turco ” Il governo Netanyahu non ha intenzione di raggiungere la pace.” Manifestanti radunati in piazza in segno di protesta.
Altre critiche arrvano da Cina e Russia che condannano l’attacco missilistico contro la residenza nella captale iraniana del numero uno di Hamas.
L’America invece risponde: “Non siamo stati informati” Nè coinvolti.
Dicono la loro anche i 2 Paesi mediatori Qatar ed Egitto che hanno deplorato: Non c’è volontà politica. Per la pace serve serietà.
Nel frattempo, l’Onu fa sapere, che i palestinesi prigionieri di Israele in molti casi subiscono pesanti torture, come il waterboarding e il rlascio di cani sui detenuti, mentre un gran numero di persone, uomini, donne, bambini e perfino giornalisti e difensori dei diritti umani sono detenuti dal 7 ottobre in condizioni disumane, senza un valido motivo e senza processo.
G. R.









