Bocciato il referendum sull’autonomia differenziata. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, dopo due ore di camera di Consiglio. La motivazione: “l’oggetto e la finalità del quesito non risultano chiaro.” I giudici che hanno preso la decisione hanno sottolineato che sull’articolo che riguarda le Regioni, il 116, possono ammettere il referendum abrogativo solo in caso di revisione costituzionale.
A votare si sono presentati solo 11 giudici, invece dei 15 previsti. Altri 14 chiamati a pronunciarsi sull’ammissibilità del referendum erano assenti.
In passato i giudici erano intervenuti, abrogando 7 punti della legge Caldiroli e riscrivendo 5 punti. Soddisatti naturalmente gli esponenti politici della maggioranza, con a capo soprattutto la Lega che si è sempre battuta per l’autonomia tra regioni. Amareggiati i gruppi dell’opposizione, i sindacati che con con l’approvazione speravano in un cambiamento indispensabile soprattutto per le regioni del Sud Italia alle prese con problematiche antiche, sfruttamento e tenori di vita bassissime.
Soddisfatto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “E’ il momento di guardare avanti con serenità in un percorso di dialogo.”
Ammissibili invece gli altri 5 referendum per gli extracomunitari, contratti di lavoro a termine, Jobs Act, indennità di licenziamento nelle piccole imprese e responsabilità solidale del committente negli appalti.
foto tratta da internet Sole24ore








