
Una banca fantasma, creata da organizzazioni criminale, è stata scoperta a Prato. Il giro d’affari era gestito dai gruppi malavitosi della ndrangheta e dalla Sacra Corona Unita. A capo del giro d’affari illegale c’era un cinese di 50 anni. Le indagini sono state condotte dalla Dda di Firenze, su disposizioni del Procuratore Rose Volpe. Ben 57 gli indagati tra cinesi,( la maggioranza) italiani ed albanesi. In manette sono finite diciassette persone. Per le altre sedici disposti i domiciliari. Sequestrati beni per più di 60 milioni di euro.
Il sistema si basava su riciclaggio, traffico di stpefacenti, guagagni provenienti da operazioni illecite, attività bancaria abusiva ed immigrazione clandestina.
La droga e la compravendita illegale dei tessuti tra aziende cinesi avveniva con il metodo di transazione denominata “hawala” famoso in Cina con il nome di “chop chop” cioè moneta volante da cui non era possibile nessuna tracciabilità
a cura della redazione









