SI è spento all’età di 79 anni, dopo una lunga malattia, Giuseppe Savoldi, calciatore degli anni 70, sopranominato “mister Miliardo”. Il suo passaggio dal Bologna al Napoli per un cifra di due miliardi di lire, nel 1975 destò grande clamore nel mondo del calcio e nell’opinione pubblica in generale. A darne notizia della morte il figlio Gianluca.
L’attaccante originario di Gorlago, piccolo comune del Bergamasco, ha segnato la storia di Atalanta, Bologna e Napoli. La sua esplosione di bomber implabile, potente fisicamente, straordinario nel gioco aereo ed abile sotto rete, avviene con la maglia del Bologna, tanto da trascinare i rossoblu alla conquista di due Coppe Italia nel 1969/70 e nel 1973/74.
Strepitosa la sua stagione nel 1973/74, quando con 17 reti, alla pari di Paolo Pulici del Torino e Gianni Rivera del Milan, conquistà il titolo di capocannoniere del campionato. Con la maglia dei felsinei ha realizzato ben 96 in campionato.
Nel 1975 passa al Napoli grazie all’ingenere e presidente del club partenopeo Corrado Ferlaino che lo porta all’ombra del Vesuvio per una cifra, allora spaventosa, di due miliardi di lire che destò numerose critiche in tutto il Paese. Cifra esatta del suo trasferimento: 1 miliardo e 400 milioni di lire in contanti, più i cartellini di Sergio Clerici e Rosetta. Un’operazione totale di 2 miliardi.
La cifra mostruosa pagata dal Napoli, non scosse però il centravanti bergamasco che allo stadio S. Paolo di Fuorigrotta in quattro stagioni realizzò ben 77 reti tra coppa Italia, serie A e Coppe europee. Nella sua brillante carriera riusci a realizzare in totale in serie A 168 gol.
La sua carriera fu contrassegnata dal Totonero nel 1979 quando con la maglia del Bologna venne squalificato per tre anni e mezzo. Savoldi ha anche giocato nella Under 21 azzurra e nella Nazionale maggiore, dove collezionò solo 4 presenze.
Lasciata la carriera di calciatore, intraprese quella di allenatore sedendo su panchine di squadre minori, conquistando una promozione con il Saronno in C1 nella stagione 1994/95.
a cura della redazione









