
servizio di Carmine D’Argenio
Tornano ad incrociare le braccia i tassisti di tuuta Italia. Sciopero nazionale che ha visto a Roma la partecipazione delle più importanti sigle indacali della categoria. Partiti da Fiumicino, i manifestanti delle più importanti sigle sindacali della categoria hanno attraversato in corteo alcune strade della capitale per convergere nei pressi di Montecitorio, dove hanno concluso la loro protesta con quello che hanno definito “corteo statico”.
Viva è stata la protesta contro il governo e contro l’ingresso nel settore di multinazionali come Uber. I tassisti rivendicano trasparenza nella lotta all’abusivismo che portano avanti da tempo e la concorrenza delle piattaforme delle multinazionali in difesa del servizio pubblico. Tra i punti nodali della vertenza nazionale c’è, come descritto in una nota sui manifesti distribuiti sul posto, la volontà di sensibilizzare il governo verso una maggiore regolamentazione contro ogni forma di speculazione.
Allo sciopero non sono mancati momenti di tensione. Alla manifestazione hanno aderito i sindacati tra cui Associazione Legale Taxi, Atitaxi, Claai, Consultaxi, Fast Confsal, Taxi, Federtaxi Cidal, Orsa Taxi, Satam, sitan, Sul Taxi, Tam, Ugl Taxi, UIL Trasporti Taxi, Filt Cgil Unimpresa, Unione Artigiani, Usb Taxi, Uritaxi e Uti. Controccorente Unione Radiotaxi d’Italia e il Consorzio ItTaxi che hanno deciso di non aderire alla protesta. Lo sciopero termina alle ore 22 del 13 gennaio 2026. Previsto per domani un incontro con il Ministero dei Trasporti.








