Scontri tra polizia e manifestanti che erano scesi in piazza per protestare per la morte di Fakir Abderrahim, l’uomo marocchino di 43 anni, ammanettato, e bloccato in forma disumana da alcuni agenti che lo hanno pressato in terra, mentre gridava aiuto, legandogli poi mani e piedi senza che questi potesse poi più respirare.
Tra i partecipanti alla manifestazione anche il governatore della Regione Emilia Romagna, Michele De Pascale che insieme a tutta la popolazione si è stretto intorno ai familiari delle vittima, insieme al sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Alla protesta ha partecipato anche la sorella di Fakir, che durante la protesta è svenuta e la nipote dell’uomo ucciso dai poliziotti che ha ricordato la figura “bonacciona” di Fakir che aveva problemi asmatici.
La contestazione si è accesa poco dopo con la polizia che ha sparato lacrimogeni e colpito a manganellate i manifestanti, che hanno scandito slogan contro “lo scudo penale” inserito nel decreto Sicurezza deciso dal governo che prevede la non iscrizione nel registro degli indagati, ma in un apposito libro quando agiscono nell’adempimento delle dovere e nell’uso di armi, come sembra sia avvenuto durante il fermo di Fakir.
a cura della redazione








