
Passano gli anni, eppure non tramontano mai. Parliamo delle famose penne nere, o meglio degli alpini vanto storico dell’esercito italiano che in 90mila hanno invaso la città di Genova per il 97esimo raduno nazionale.
Un lungo corteo ha percorso la città, sotto la pioggia. Oltre750 pullman carichi di Alpini, molti dei quali in età avanzata, vestiti in stile diverso, chi con camicia a scacchi, chi con la giacca della protezione civile, ma sempre con il classico capello grigio-verde con penna, hanno raggiunto il capoluogo ligure provenienti da tutta Italia.
Ad aprire la sfilata, da piazza Corvetto, il confalone del Comune di Genova, con il vice sindaco, Alessandro Terrile e il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa con i vari assessori, insieme al presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. ll percorso si è snodato lungo via Roma, piazza Dante, via Venti Settembre, via Brigata Liguria e via Diaz.
“Il legame che unisce gli Alpini del Paese è indissolubile – ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricordato lealtà, coraggio ed unità che ha sempre contraddisnto le unità in servizio, divenendo risorsa preziosa per l’intera Paese Italia.
A Genova, gli alpini hanno avuto sempre un’accoglienza piacevole, tanto che il capoluogo ligure è una delle città consolidate alla tradizione, insieme a Torino e Trieste. Proprio all’ombra del faro genovese si sono tenute moltissime adunate Nazionali nella storia del Corpo ed è nata la prima Sezione ligure dell’associazione Nazionali Alpini fondata da alcuni reduci della Grande Guerra in un territorio che oltre il mare, presenta alle sue spalle, le imponenti catene delle Alpi; campi di battaglia in cui le penne nere, tra mille difficoltà, hanno combattuto per la libertà dell’Italia.
a cura della redazione









