servizio esclusivo dall’inviato Gennaro Savio
Sconcertante decisione ad Ischia, nel comunue di Barano. Una coppia di nonnini ottantenni sposati da 55 anni potrebbero presto essere privati della loro casa. La decisione arriva dallo Stato, nonostante che l’abitazione dell’anziana signora Di Iorio avrebbe ottenuto la sanatoria del condono edilizio disciplinato dalla Legge n 724/1994, il condono del 1994 che rispetto al terzo del 2003 è applicabile anche nelle zone sottoposte a vincolo come l’isola d’Ischia.
“Non si può descrivere quello che stiamo vivendo – racconta la signora Ersilia, perchè mio marito ha navigato per una vita intera. Io sono sempre stata a casa per crescere i figli e quindi abbiamo sempre cercato di fare qualcosina per stare bene noi e fare stare bene i nostri figli. Poi questi si sono sposati, se ne sono andati, ma in questa casa ci siamo mio marito ed io”.
E alla domanda di che ne sarà di loro se la casa dovesse essere abbattuta, la risposta di nonna Ersilia è stata lapidaria: ” Sarà che il Cimitero di Piedimonte ci aspetta. E che dobbiamo fare? Lei pensa che mio marito scappi. Quando lo vede… Quello muore sicuramente. Gli viene un altro infarto, dopo l’attacco di cuore avvenuto nei giorni scorsi, in seguito ad una visita di rappresentanti dello Stato che avrebbero dovuto procedere al distacco di acqua e luce, con conseguente ricovero d’urgenza in ospedale. Mio marito – continua la donna – non lo hanno capito. Non sta proprio bene. E’ stato operato sette anni fa sempre al cuore ed adesso non so. C’è il pericolo che non ce la possa fare.” Anche io non stò bene. Soffro di pressione altissima, prendo due tre pillole al giorno. Io in questo momento non penso a niente. Penso che quando vedremo le ruspe, noi ce la faremo.”

La richiesta dei figli è innanzitutto che il padre possa vivere serenamente i giorni della convalescenza post infarto e che i genitori possano continuare a trascorrere nella propria casa gli ultimi anni della loro vita. Nel frattempo, questo imminente abbattimento sta generando forte indignazione sull’isola d’Ischia pronta a mobilitarsi per esprimere solidarietà a questa coppia di umili ed onesti nonnini.
Questo ennesimo e squallido episodio purtroppo fa parte di quella grossa speculazione edilizia affaristica con cui i “pasticcieri” del cemento nel corso di decenni hanno distrutto coste e colline della Regione Campania. Un problema questo che purtroppo non è stato risolto dai politici del nostro Paese Italia e in un momento in cui è sempre più marcata la crisi abitativa, in particolare nel Sud dello Stivale e in questo caso, sull’isola d’Ischia dove da quarant’anni non si costruiscono case economiche e popolari, con lo Stato che ha la colpa di non aver mai garantito il diritto alla casa a nessuno, generando con la complicità di politici malfattori la crescita dell’abusivismo.









