Mari e laghi in Italia non godono di ottima salute. C’è bisogno di maggior rispetto per la Natura

Come stanno i nostri mari e laghi. Certamente non bene, in base ai dati diffusi grazie al lavoro di volontari e volontarie di Lega Ambiente di Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2025.
Su 388 campionamenti effettuati lungo le coste italiane e in acque lacustre in 19 regioni la percentuale di inquinamento, il 34%, è risultato di 1 campione su 3, superiore ai previsti limiti di legge.

Foci di fiumi, canali e corsi d’acqua che si riversano in mare o nel lago sono punti vitali di inquinamanto. Il 56% di foci non è controllato dalla autorità competenti ed hanno hanno proprio qui, una spiaggia libera a tutti, che può diventare pericolosa in termini di salute per uomini, flora e fauna marina.

Il bilancio di Lega Ambiente sui risultati e sul viaggio delle due Campagne estive è stato presentato in una conferenza stampa tenutasi a Roma, alla quale hanno partecipato il presidente nazionale di Lega Ambiente, Stefano Ciafani, Andrea Minutolo, responsabile scientifico dell’associazione, Simone Togni, presidente di Anev, Riccardo Piunti, presidente del CONOU, Andrea Porcara, responsabile relazioni istituzionali e comunicazione di Renexia.
L’inquinamento – secondo Lega Ambiente – può essere risolto in parte con scarichi efficienti e controlli sui sversamenti illegali.
L’Italia è in ritardo. Già ha pagato sanzioni pecuniarie per circa 210 milioni di euro. Presto il nostro Paese si dovrà adeguare alle normative della Direttiva Acque Reflue. Un costo questo che si aggira tra i 645 milioni e 1,5 milioni di euro solo per gli impianti di grandi dimensioni.
Sul fronte rinnovabile è impiegare fonti pulite come l’eolico offshore, che come dimostrato da recenti studi nella tappa di Taranto, può convivere con la fauna marina.

a cura della redazione

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