Auschwitz, una strage che non si può dimenticare e che può ancora imparare tanto

L’Editoriale 
di Luigi Rubino

Auschwitz, una strage che ci deve far riflettere su cosa l’uomo è capace di fare con la sua mente assassina. Nell’80esimo anniversario della liberazione, che ricorre oggi, c’è una grande voglia di meditare sulla nostra vita, sulle  colpe che sono state fatte in un mondo in cui l’odio antisemita ha segnato tante pagine nere per molte famiglie che hanno perso i loro cari, piccoli e grandi senza avere nessuna colpa.

In solo cinque anni  più di 1,1 milioni di persone  di diverse nazioni, tra cui prigionieri di guerra, ebrei, polacchi, sovietici, rom e oppositori di un sistema non libero, persero la vita in un campo, quello di Auschwitz, dove masse di cadaveri venivano gettate nelle grandi fosse comuni della morte, come semplice spazzatura.

Un’immagine atroce che ancora oggi  sembra scorrere davanti agli occhi di coloro che sono riusciti a scampare a quell’orribile massacro, alle lunghe carovane di uomini che lentamente venivano condotti con vanto degli oppressori ad una morte lenta, nelle camere a gas, senza possibilità di farla franca.

L’uomo, per evitare tragedie del passato come queste, non può non far uso della sua memoria.  Tutto quello che succede durante la nostra vita parte dalla nostra capacità  di saper accettare gli altri.

Fondamentale è non dimenticare. Il messaggio va soprattutto  alle nuove generazioni e ai tanti paesi in guerra dove purtroppo continuiamo ad assistere a genocidi, massacri che in modo o in altro somigliano al brutto passato ebreo che, in taluni aspetti oggi si riversano su altri innocenti in Medio Oriente, sotto varie forme.

Non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te. E’ solo un proverbio, ma parla chiaro. Gentilezza  e rispetto  sono alla base di ogni rapporto.  Riflettiamo sempre…

 

 

 

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